"Al ritorno, Noemi non è stata più la mia Noemi, la mia alicella, la ragazza semplice che amavo, la ragazza che non si vergognava di venirmi a prendere alla sera al capannone"Questo è un piccolo ritaglio di quanto riportato oggi da Repubblica . Qualcuno dirà sicuramente che il racconto è falso ma anche se lo dimostrassero non cambia molto.
Non cambia molto e non stiamo parlando di gossip, di storie da novella 2000. E' la storia dell'Italia degli ultimi anni e dei suoi giovani che vengono spinti a desiderare il successo veloce e a vergognarsi di lavorare in fabbrica.
Il successo facile che si ottiene con nulla. Partecipando al grande fratello, ad esempio, o alle selezioni per fare la velina o la letterina. Non 10 anni di duro allenamento di danza classica, ma due giorni in coda sotto il sole e poi via. La vita diventa un gratta e vinci. Si scambia la felicità con la facilità.
Berlusconi faccia quello che vuole, riferisca in Parlamento, oppure no. Tanto la battaglia più dura che dobbiamo combattere non è contro di lui ma contro questa cultura del tutto facile/ tutto subito che rapisce ai nostri ragazzi le soddisfazioni più belle, quelle che si conquistano dopo aver lavorato duramente e a lungo.




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